Le attività dei ricercatori del Dipartimento si articolano su diversi ambiti.
Il settore di ricerca si occupa dello studio delle principali patologie chirurgiche e delle metodiche di correzione. Questo campo di ricerca si interseca strettamente con l’attività clinica quotidiana e prevede lo studio comparato delle patologie di interesse chirurgico a carico dei principali apparati (nervoso, respiratorio, digerente, urinario, visivo, uditivo, cardio-vascolare, locomotore), e delle relative metodiche terapeutiche, da quelle convenzionali alle tecniche più innovative (endoscopiche, laparoscopiche, artroscopiche).
Di interesse scientifico sono lo studio ed applicazione di tecniche chirurgiche per il trattamento delle urolitiasi e delle anomalie dell’apparato urinario del cane e del gatto, con recupero degli uroliti utile ad un approfondimento analitico mirato degli stessi, e l’impiego di colla ciano-acrilica in chirurgia toracica ed addominale dei piccoli animali.
E’ attivo un settore di ricerca sulle patologie oncologiche che comprende lo studio dei protocolli diagnostici, chirurgici e post-chirurgici nelle diverse specie, e soprattutto sulle patologie neoplastiche della cute, del cavo orale, dell’apparato gastroenterico, respiratorio e osteomuscolari dei piccoli animali. Particolare riguardo è rivolto allo studio della dermatofibrosi nodulare (ND) e alla valutazione dell'espressione di HSP70, HSP90 e TNF-alfa in differenti patologie neoplastiche cutanee e ghiandolari.
Nel campo della chirurgia oculistica le ricerche recenti si sono concentrate sulle retinopatie del gatto, sul glaucoma secondario del cane.
Una ricerca ed applicazione clinica di grande attualità riguarda l’uso del gel piastrinico (PG) e del platelet rich plasma (PRP) autologo per favorire i processi di guarigione in cani e cavalli affetti da patologie cutanee ed ortopediche (patologie tendinee e fratture) e, anche come veicolo e/o scaffold di cellule mesenchimali per la guarigione di lesioni tendinee.
Infine, per quanto riguarda la specie equina, è data particolare enfasi allo studio degli aspetti dinamico-funzionali correlati all’apparato locomotore e alle sue problematiche, non dimenticando però altri apparati, quali il respiratorio ed il digerente, frequenti sedi di processi patologici di pertinenza chirurgica. Nel bovino si continuano gli studi relativi all’apparato digerente, ma sono stati proposti protocolli diagnostico-terapeutici anche per altri settori, come l’apparato visivo.
(Staff: L. Masetti, A. Venturini, O. Capitani, A. Spadari, M. Joechler, S. Pinna, L. Pisoni, N. Romagnoli, S. Valentini)
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La ricerca e l’attività clinica nel settore dell’anestesiologia si rivolgono alla messa a punto e validazione di tecniche per procedure diagnostiche e chirurgiche specialistiche. La ricerca in questo settore ha interessato la farmacocinetiche e la valutazione clinica dell’effetto di analgesici e anestetici in cane, gatto e cavallo (fentanyl patch, ketamina, desfluorano), nonchè la valutazione di circuiti anestesiologici innovativi e nuove tecniche anestetiche.
Particolare attenzione è rivolta alla terapia del dolore intra- e post-operatorio degli animali da compagnia. L’obiettivo di questa ricerca è quello di valutare differenti tecniche di analgesia multimodale preempitiva in corso di chirurgia maggiore, verificandone l’efficacia, attraverso l’analisi statistica dei principali parametri intra- e post-operatori, sfruttando il razionale concetto di bloccare il dolore lungo le vie afferenti a diversi livelli. La raccolta dei dati clinici e di monitoraggio, con principale riferimento a quelli significativi legati all’effetto del dolore durante, e per un congruo periodo, dopo gli interventi, considerando la scala di valutazione del dolore secondo Glasgow (Glasgow Pain Score) è finalizzata alla determinazione, su base statistica, della efficacia di protocolli anestesiologici innovativi e della relativa, successiva analgesia farmacologica adottata.
Uno studio innovativo sull’analgesia del cavallo adulto, del puledro e negli animali utilizzati per le sperimentazioni, è condotto al fine di ottimizzare il benessere del paziente soprattutto nel corso di chirurgia ortopedica in anestesia generale e di chirurgia elettiva agli arti e alla testa in stazione quadrupedale.
Nuovi protocolli prevedono l’utilizzo di anestetici locali per ottenere blocchi loco-regionali ed allo scopo di individuare i punti di repere migliori e più agevoli con l’ausilio della guida ecografica, oppure analgesici sistemici da utilizzare durante chirurgia addominale nel cavallo adulto attraverso studi farmacocinetici e farmaco dinamici.
(Staff: L. Masetti, M. Joechler, N. Romagnoli)
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Nel campo dell’ortopedia dei piccoli animali, oltre all’applicazione dei protocolli diagnostici e terapeutici tradizionali delle patologie traumatiche e congenite, è rivolta attenzione ai seguenti studi ed applicazioni cliniche. Particolare attenzione è data alle patologie articolari.
PEMF therapy (pulsated electromagnetic field), o biorisonanza magnetica: indagine sull'efficacia analgesica ed antinfiammatoria dei campi magnetici pulsati a bassa intensità nella terapia dell'artrosi del cane e del gatto. La PEMF agisce a livello di membrana cellulare stimolando i normali scambi ionici cellulari, l'utilizzazione di ossigeno, promuovendo la guarigione generalizzata dei tessuti e rallentando i processi di degenerazione articolare.
Applicazione di un innovativo protocollo radiologico per una ottimale pianificazione chirurgica per il trattamento della lussazione rotulea nel cane.
EBVM (Evidence-Based Veterinary Medicine) in Ortopedia: studio ed applicazione di un protocollo di elevata affidabilità, qualità e sicurezza, per la valutazione dell'efficacia degli interventi chirurgici sull'articolazione del ginocchio nel cane, in analogia con le metodologie KOOS, WOMAC e SF-36 in ortopedia umana.
Esecuzione dell’osteotomia intertrocanterica (ITO) nel cane con displasia dell’anca seguendo procedure innovative.
Osteosintesi con chiodi centromidollari triangolari (brevettato) in materiale polimerico o metallico: studio clinico della riduzione di fratture accidentali di animali di specie canina e felina.
Infine sono in atto studi finalizzati all’individuazione dei propriocettori e nocicettori nelle componenti articolari delle articolazioni del cane e del cavallo.
(Staff: A. Venturini, A. Spadari, S. Pinna, L. Pisoni)
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Vengono svolte ricerche concernenti l’impiego delle metodiche di diagnostica per immagini all'interno dell'approccio chirurgico ai piccoli e grandi animali, effettuate nelle fasi pre-, intra- e post-operatoria.
In particolare, nei piccoli animali vengono studiati apparato digerente, respiratorio, locomotore , visivo e le strutture annesse. Si è valutata l'utilità della combinazione di tecniche chirurgiche microinvasive (laparoscopia) all'impiego dell'esame ecografico, rilevando come la eco-laparoscopia fornisca la possibilità di visualizzare lesioni intracavitarie e raccogliere campioni validi ai fini diagnostici. L’ecografia endoscopica (EUS: Endoscopic Ultrasonography) è sicuramente un’ottima metodica per lo studio delle alterazioni della parete gastrointestinale e per la stadiazione delle neoplasie del tratto digerente.
Relativamente al cavallo, lo studio è stato incentrato prevalentemente sulle strutture di movimento e sugli organi addominali. Nel cavallo, l'ecografia è stata utilizzata in associazione a tecniche microinvasive (tenovaginoscopia) per localizzare e trattare lesioni a carico delle strutture teno-desmiche: l'elaborazione della tecnica combinata consente un ripristino dell'attività sportiva dell'animale molto più rapido rispetto alle tecniche convenzionali.
Infine è in corso di elaborazione un protocollo operativo che prevede l'effettuazione, all'interno del triage, di un esame ecografico transaddominale nell'equino che presenta sindrome colica.
Studi radiologici e artroscopici sono in continua evoluzione ed applicazione per valutare le patologie ossee e articolari di animali da compagnia e da reddito.
Infine si eseguono gli esami radiografici delle anche e dei gomiti per la lettura ufficiale del centro FSA per la displasia.
(Staff: O. Capitani, A. Spadari, M. Joechler, S. Pinna, L. Pisoni, N. Romagnoli, S. Valentini)
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Ricerche inerenti l’attività di supporto alla chirurgia sperimentale su modello animale
si occupano della messa a punto e ottimizzazione delle tecniche anestesiologiche, chirurgiche e di valutazione di nuovi biomateriali compatibili sul modello sperimentale animale.
Le ricerche di chirurgia sperimentale sono attualmente le seguenti: dell’anatomia funzionale del nervo vago nei ruminanti;
studio degli effetti dell’uremia sull’attività cardiaca (EUreCA) mediante analisi in vivo, in vitro e in silico;
influenza del disegno implantare e del tipo di tessuto osseo ospite sull’osteointegrazione peri-implantare;
possibilità di utilizzo di collanti chirurgici sintetici in organi;
studi sperimentali sul suino biopolimeri ingegnerizzati con cellule staminali autologhe per determinare la rigenerazione del miocardio infartuato;
valutazione delle aderenze nell’impianto intraperitoneale di reti protesiche;
studio di un dispositivo in grado di sostituire la funzione dell’apparato sottovalvolare delle valvole cardiache Atrio-Ventricolari (Mitrale- Tricuspide);
identificazione di biomarcatori proteici utili nella valutazione della qualità degli alimenti e della sanità animale;
indagine clinica ed epidemiologica sulla gengivite e stomatite cronica del gatto ai fini della valutazione degli effetti dell’uso dell’interferone;
terapia del dolore intra- e post-operatorio degli animali da compagnia.
Le ricerche sono richieste, cofinanziate e/o eseguite in collaborazione con Aziende e/o Dipartimenti dell’Università di Bologna e non.
Tutte i progetti sperimentali sono richiesti ai sensi del DL116/92 e valutati preventivamente dal Comitato Etico Scientifico per la sperimentazione animale.
(Staff: L. Masetti, A. Venturini, O. Capitani, A. Spadari, M. Joechler, S. Pinna, L. Pisoni, N. Romagnoli, S. Valentini)
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Nella specie equina e bovina, la ricerca interessa la fisiopatologia della funzione riproduttiva e la raccolta, la valutazione e la conservazione del materiale seminale. Particolare interesse viene dedicato al miglioramento dei protocolli di congelamento mediante l’utilizzo di diluitori a diversa composizione, allo studio di tecniche per la separazione degli spermatozoi su gradienti differenti e secondo modalità differenti (colonna singola o doppia) e all’impiego di seme sessato. Continua lo studio sulla valutazione (morfologica, funzionale ed ultrastrutturale) degli spermatozoi, prima e dopo conservazione, per prevederne con attendibilità elevata la fertilità in vivo. Sono in atto ricerche inerenti la presenza di Taylorella equigenitalis e T. asinigenitalis rispettivamente nella specie equina e asinina, sia sugli animali che su campioni di materiale seminale congelato, e la possibilità di eseguire l’identificazione di questi batteri mediante PCR e non tramite coltura, dispendiosa in termini di costi e tempo.
Nell’ambito degli animali da compagnia, è in corso lo studio biochimico del materiale seminale di gatto ottenuto con differenti tecniche di prelievo, mediante la tecnica SDS-page. In particolare, si intende correlare il profilo biochimico con le caratteristiche quali/quantitative del seme ottenuto utilizzando le due differenti metodiche. Lo studio biochimico viene inoltre eseguito su materiale seminale di cane, utilizzando la medesima tecnica, con particolare riferimento ai markers prostatici (CPSE, AcP), allo scopo di individuare una correlazione tra gli stessi e la presenza di patologie prostatiche.
Lo studio delle patologie prostatiche nella specie canina si avvale inoltre dell’impiego della tecnica CEUS (Contrast Enhancement UltraSonography) per la caratterizzazione della perfusione prostatica e testicolare in situazioni fisiologiche ed in corso di patologie di origine infiammatoria e neoplastica. La ricerca sta inoltre valutando l’efficacia di nuovi protocolli farmacologici nel trattamento dell'IPB nel cane, individuando il dosaggio ottimale di un farmaco già utilizzato nella pratica clinica veterinaria, il finasteride, e valutando l'azione e gli eventuali effetti collaterali di due principi attivi: un GnRH agonista, il deslorelin, e un antiandrogeno, l'osaterone. Tali farmaci risultano differenti sia per quanto riguarda il meccanismo d'azione che le modalità e la durata della somministrazione.
Sono in corso di sperimentazione differenti curve di congelamento e diluitori da impiegare per la conservazione del materiale seminale del cane e del gatto. Lo scopo della ricerca è di individuare e testare nuove curve di congelamento e nuovi diluitori che permettano di ridurre al minimo l'impatto delle attuali tecniche di crioconservazione sulle qualità del materiale seminale, migliorando quindi le capacità fecondanti dello stesso.
Gruppo di ricerca: G. Mari, D. Zambelli, B. Merlo, M. Cunto, G. Rizzato.
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Nella specie bovina ed equina, la ricerca ha come oggetto il miglioramento dell’efficienza riproduttiva. Nella specie bovina l’attenzione è rivolta allo studio di un nuovo protocollo di gestione del puerperio, alla citologia uterina per la diagnosi delle endometriti subcliniche, alla valutazione dell’efficacia di nuovi principi attivi per la terapia delle endometriti batteriche, all’utilizzo dell’agopuntura nel trattamento di alcune patologie ovariche (cisti e anestro). Nella specie equina sono allo studio, in modo comparativo, le tecniche di inseminazione artificiale con volume di eiaculato e numero di spermatozoi ridotti, che possono consentire di migliorare l’utilizzo commerciale del seme congelato, del seme sessato ed il recupero di soggetti maschi subfertili. E’ argomento di studio l’effetto dell’ovum pick up sulla ciclicità e sull’equilibrio endocrino, visto l’utilizzo sempre più diffuso di tale tecnica nei programmi di riproduzione assistita e nella produzione di embrioni in vitro mediante ICSI; anche in questa specie viene applicata l’agopuntura, in particolare per valutarne la possibile efficacia nel trattamento della endometrite persistente da accoppiamento/inseminazione.
Nei piccoli animali, sono stati effettuati studi ecografici per la valutazione dell’apparato genitale della cagna durante il ciclo estrale al fine di controllare le modificazioni vulvari e cervicali; si è proceduto inoltre alla valutazione dei livelli di progesterone e della citologia vaginale in relazione alla funzionalità ovarica. Studi approfonditi sono in corso sull’impiego di principi attivi per l’induzione dell’estro nella cagna (cabergolina, analoghi del GnRH). Nella gatta e nella cagna sono in fase di studio metodiche di inseminazione intrauterina rispettivamente mediante cateterismo transcervicale ed endoscopia vaginale; quest’ultima consente inoltre l’eventuale raccolta di campioni da sottoporre ad esame citologico o batteriologico.
Sono in corso studi sull’utilizzo dell'aglepristone quale supporto nella terapia del diabete mellito in cagne in fase diestrale. In particolare, si intende verificare l'azione dell'aglepristone nel controllo della glicemia nella cagna diabetica in fase diestrale, durante la quale la somministrazione dell'insulina esogena perde di efficacia, al fine di stabilizzare i soggetti in vista di un intervento chirurgico di sterilizzazione. Infine, ricerche vengono compiute sulla terapia chirurgica (uretropessi), farmacologica (fenilpropanolamina, estriolo) ed applicando principi di medicina tradizionale cinese (agopuntura) per la risoluzione della incontinenza urinaria della cagna sterilizzata.
Gruppo di ricerca: G. Mari, C. Castagnetti, B. Merlo, E. Iacono, G. Rizzato, D. Zambelli, M. Cunto.
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Questo settore prevede l'utilizzo della ultrasonografia nella clinica ostetrica, nonché lo studio della fisiopatologia del periodo perinatale.
Ricerche ecografiche sono state condotte per la diagnosi precoce di gravidanza, per la determinazione del sesso del feto e per la riduzione di gravidanze gemellari; nel gatto l’ecografia è stata utilizzata per stabilire la correlazione tra l’età del feto e le sue dimensioni.
Ampio rilievo viene attualmente dato alle ricerche sulla perinatologia equina. Dopo alcuni studi sulla maturità polmonare del puledro neonato mediante analisi del liquido amniotico, sull'isolamento degli agenti batterici responsabili di infezioni neonatali più diffusi nel nostro paese e sull'utilità del monitoraggio del lattato in perinatologia equina, sono attualmente in corso le seguenti ricerche:
valutazione del benessere della fattrice nel peripartum (parametri clinici, ultrasonografici, ematobiochimici ed ormonali); lo shock nel puledro neonato ricoverato in terapia intensiva (incidenza, eziopatogenesi, markers utili per il monitoraggio, nuovi protocolli terapeutici, fattori prognostici, percentuale di sopravvivenza in una struttura specializzata); le infezioni virali nel puledro neonato (incidenza, ruolo dell'interazione fattrice-puledro, decorso e protocolli diagnostico-terapeutici, fattori prognostici, percentuale di sopravvivenza, eventuale ruolo di agenti virali nella diarrea da calore e come fattori predisponenti per infezioni batteriche secondarie); la Sindrome da Asfissia Perinatale nella specie equina (individuazione di parametri clinici, ultrasonografici o di laboratorio utili alla diagnosi di ipossia perinatale, valutazione dell'utilità della terapia standard con farmaci antiossidanti ed antiedema).
Gruppo di ricerca: G. Mari, D. Zambelli, C. Castagnetti, M. Cunto, J. Mariella, A. Pirrone, C. Antonelli.
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L’obiettivo delle ricerche è quello di ottimizzare le tecniche per la produzione di embrioni in vitro e per la crioconservazione di oociti ed embrioni; lo studio riguarda l’identificazione del mezzo di maturazione più idoneo per oociti di bovino, cavallo, maiale, pecora, cane e gatto, la fecondazione in vitro, la coltura embrionale al fine di migliorare la qualità dell’embrione, e conseguentemente di aumentarne la resistenza al congelamento e le possibilità di impianto, l’utilizzo della tecnica ICSI per per la fecondazione in vitro per la riproduzione di cavalle e stalloni con compromessa fertilità e per l’utilizzo di seme sessato. Poiché alcune sostanze sono in grado di influire negativamente sulla vitalità dei gameti, si sono avviate ricerche sugli effetti del naloxone, antagonista di tali sostanze, sulla produzione di embrioni in vitro e sulla crioconservazione di gameti ed embrioni. E’ in fase di continuo sviluppo la tecnica della clonazione somatica (SCNT: Somatic Cell Nuclear Transfer) per riprodurre genotipi desiderati e la produzione di animali transgenici, in particolare suini, il miglioramento della sopravvivenza post impianto degli embrioni clonati così come la valutazione del livello di sicurezza dei prodotti derivati da animali ottenuti per SCNT. Sono state infine prodotte cellule staminali somatiche ed embrionali sulle quali valutare i meccanismi di pluripotenza e differenziamento: tali cellule verranno utilizzate in modelli animali transgenici e, qualora autologhe, per la c.d. terapia su base cellulare. Sviluppo di modelli animali transgenici per lo studio e la terapia di malattie genetiche e degenerative. Sono in fase di studio protocolli per il prelievo dei campioni, la produzione, la caratterizzazione e la conservazione di cellule staminali mesenchimali da midollo osseo, tessuto adiposo, cordone ombelicale, sangue cordonale, liquido amniotico e membrana amniotica per l'impiego nella medicina rigenerativa nel cavallo. Nei piccoli animali sono in corso studi per l’isolamento e la caratterizzazione di cellule mesenchimali staminali dai tessuti e liquidi extra-embrionali.
Nel cane,inoltre, la ricerca in questo settore sta esaminando la possibilità di allestimento di colture cellulari ottenute da tessuto prostatico normale o affetto da Iperplasia Prostatica Benigna (IPB) per l'isolamento e la caratterizzazione di cellule epiteliali e stromali. La messa a punto di tale metodica ha il fine di consentire un suo utilizzo nello studio dell'eziopatogenesi e della terapia dell'IBP nel cane, anche come modello per l'uomo.
Gruppo di ricerca: C. Galli, B. Merlo, E. Iacono, G. Mari, D. Zambelli, C. Castagnetti, M. Cunto.
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Utilizzo della tecnica CEUS (Contrast Enhancement UltraSonography) nella diagnostica delle principali patologie internistiche nei piccoli animali
La presente ricerca di prefigge il risultato di dimostrare l'utilità della applicazione CEUS nella caratterizzazione delle lesioni sia diffuse che focali dei parenchimi addominali come il fegato, il pancreas, la milza, i reni, i linfonodi, la prostata dei piccoli animali. Il disegno sperimentale, di tipo prospettico, si realizzerà con una fase preliminare applicativa su soggetti normali per standardizzare la metodica e successivamente la tecnica CEUS sarà applicata su soggetti portatori di patologie d'organo a carattere diffuso ma soprattutto focale. I risultati saranno confrontati e correlati con quelli ottenuti da metodiche cito-istopatologiche delle lesioni considerate standard di riferimento. Scopo ultimo della ricerca è quello di migliorare l'accuratezza e l'efficacia diagnostica della ultrasonografia applicata alla medicina interna dei piccoli animali.
L’ecografia con mezzo di contrasto di seconda generazione (CEUS) viene attualmente utilizzata anche in ambito di patologia oncologica umana con l’utilizzo di farmaci antiangiogenetici. Il progetto che si intende sviluppare prevede la costruzione di un modello murino eterotopico di epatocarcinoma e la valutazione della risposta alla terapia con il sorafenib, un farmaco antiangiogenetico. Si prevede pertanto di studiare i tumori indotti nei topi a diversi tempi dall’inizio della terapia, sia con CEUS che con elastosonografia, allo scopo di evidenziare predittori precoci di risposta e di comparare tra loro le due metodiche.
(Staff: M. Cipone, D. Alessia)
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Le MT sono proteine molto conservate a livello evolutivo, caratterizzate da basso peso molecolare, alto contenuto di cisteine e alta affinità per metalli sia tossici, come Cd e Hg, che essenziali, come Zn e Cu. Lo scopo delle nostre ricerche è stato quello di studiare l’omeostasi e l’accumulo dei metalli in animali selvatici e domestici in rapporto all’ambiente di provenienza, allo stato di salute e all’induzione della MT. Inoltre, queste proteine sono state isolate e quantificate in campioni di fegato e rene di molte specie animali, comprendenti sia Vertebrati che Invertebrati, mettendo in evidenza interessanti differenze correlate con molteplici fattori ambientali, dietetici e fisiopatologici. Ad esempio, valori di Cd riscontrati in fegato e rene di esemplari di tartarughe del Mediterraneo (Caretta caretta), sono molto bassi e riferibili ad ambienti non contaminati da questo metallo, mentre in alcuni esemplari di gatto domestico (Felis catus) le concentrazioni epatiche di Fe e Cu sono elevate, indicando che questi elementi traccia potrebbero essere presenti nella dieta in quantità superiori ai valori ottimali.
(Staff: E. Carpenè, G. Isani)
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a) Separazione di proteine mediante elettroforesi mono e bidimensionale e identificazione mediante Western blotting
La separazione elettroforetica mono e bidimensionale è stata applicata a diversi tipi di campioni allo scopo di analizzare le specie proteiche presenti. Ad esempio, nel plasma seminale di gatto è stato evidenziato un numero elevato di bande proteiche, prevalentemente localizzate, a differenza del cane, in corrispondenza di pesi molecolari alti (fra i 60 ed i 200 kDa). Altre ricerche condotte sul plasma di alcune specie di pesci oggetto di acquicoltura hanno messo in evidenza differenti frazioni proteiche, soltanto in parte riconducibili a quelle presenti nei mammiferi.
b) Espressione di isoforme di metallotioneina in tessuti sani e tumorali di cane
Negli ultimi anni alcuni studi condotti nell’uomo hanno dimostrato una elevata espressione di alcune isoforme di MT nel cancro, candidando quindi queste isoforme a marcatori tumorali. Su campioni di tessuti sani e tumorali di cane sono stati amplificati e sequenziati i trascritti di MT2A e MT3, mettendo in evidenza per la prima volta la presenza dell’isoforma MT3 anche nella ghiandola mammaria, nella prostata e nei testicoli di cane; per entrambe le isoforme è stato evidenziato un calo di espressione nei tessuti tumorali, facendo ipotizzare un ruolo della proteina nel processo di cancerogenesi.
c) Parametri biochimico-clinici in animali non convenzionali
Negli animali non convenzionali, come ad esempio i pesci e i rettili, i dati relativi ai parametri biochimico-clinici sono molto scarsi. I risultati preliminari da noi ottenuti nel settore della biochimica clinica dei pesci, potranno avere utile applicazione sia in ambito produttivo che diagnostico per monitorare lo stato di salute di queste specie pregiate, molto utilizzate per l’acquacoltura.
(Staff: E. Carpenè, G. Isani)
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Questo filone di ricerca si articola in tre campi d’indagine.
Studio sui marker precoci di patologia renale e differenziazione delle patologie mediante metodica non invasiva in alternativa alla biopsia renale. Tale ricerca si pone l’obiettivo di creare e validare nel cane una metodica di possibile applicazione in routine per la determinazione della emoglobina carbamilata su sangue periferico. Inoltre, viene studiata la possibilità di individuare o applicare nuovi marker e nuove metodiche con finalità analoghe a quanto precedentemente esposto, ovvero alla differenziazione tra patologia renale acuta e cronica (Staff Unibo: F. Dondi; M. Giunti).
Epidemiologia, diagnosi e terapia delle principali nefropatie del cane e del gatto con particolare riferimento a "malattia renale cronica" (CKD), glomerulo-nefriti ed altre patologie renali associate ad agenti infettivi, malattia renale policistica del gatto e nefropatie congenite/ereditarie dei piccoli animali all’interno della casistica afferente al Dipartimento Clinico Veterinario (Staff Unibo: F. Dondi; M. Giunti).
Epidemiologia, diagnosi e terapia delle principali patologie urologiche del cane e del gatto con particolare riferimento alla urolitiasi e più in generale alle cosiddette LUTDs (malattie delle vie urinarie inferiori). Lo studio epidemiologico si prefigge di valutare la prevalenza e la composizione di tappi uretrali, uroliti nonché la prevalenza ed il tipo di neoplasie del tratto urinario nella casistica afferente al Dipartimento Clinico Veterinario (Staff Unibo: F. Dondi; M. Giunti).
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La finalità del lavoro riguarda la valutazione ecografica del movimento e la perfusione del muscolo cardiaco in soggetti normali e portatori di miocardiopatie primarie e secondarie mediante tecnica (tissue Doppler imaging- TDI) e mezzi di contrasto di seconda generazione.
Gli strumenti ecocardiografici di attuale generazione permettono la valutazione Doppler oltreché dei flussi ematici anche dei movimenti lenti del muscolo cardiaco (TDI) che si realizzano durante la fase sistolica e la diastasi. Questi movimenti si alterano a seguito di patologie del muscolo cardiaco sia primarie come la cardiomiopatia ipertrofica, dilatativa e restrittiva che secondarie, come le valvulopatie, le forme infiammatorie o degenerative. La ricerca, con disegno di tipo prospettico e finalità clinico-applicative, si baserà sul rilievo dei parametri morfologici e di funzionalità del muscolo cardiaco in soggetti di specie canina e felina portatori di miocardiopatie primarie e secondarie per una migliore definizione diagnostica, prognostica e di risposta terapeutica. Recentemente sono stati impiegati in cardiologia umana i mezzi di contrasto di seconda generazione (Sonovue), che presentano caratteristiche di persistenza in circolo tali da permettere una migliore visualizzazione dei margini endocardici del ventricolo sinistro e una valutazione della perfusione miocardica che può subire alterazioni a seguito di patologie vascolari come l'ischemia e l'infarto. Con l'impiego del sopraccitato mezzo di contrasto e la metodica ecocardiografica si intende infine valutare la perfusione del muscolo ventricolare sinistro in cani sani e portatori di miocardiopatie primarie e secondarie.
(Staff: M. Cipone, D. Alessia)
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Tale ricerca si prefigge di applicare nuovi marker clinico-patologici a pazienti affetti d leishmaniosi con particolare riferimento all’analisi di campioni di urina (es: microalbuminuria, albuminuria, proteinuria qualitativa, "selectivity index" ed indagini immunoelettroforetiche) ed allo studio delle proteine di fase acuta su differenti matrici biologiche in tali pazienti
(Staff Unibo: F. Dondi; M. Giunti).
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I progetti di ricerca sono finalizzati alla valutazione approfondita delle principali patologie neurologiche del cane e del gatto. All’attività di ricerca si affianca un’intensa attività clinica applicativa.
Particolare attenzione è rivolto allo studio ed approfondimento dell’eziopatogenesi e trattamento chirurgico della Sindrome Wobbler del cane, dell’ipofisectomia trans-sfenoideale nel cane e nel gatto affetti da adenoma ipofisario e delle patologie compressive endocraniche.
(Staff: L. Pisoni, G. Gandini, F. Fracassi)
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La ricerca si sviluppa su due fronti: uno più squisitamente giuridico, l’altro clinico-applicativo. Sotto il primo aspetto c’è un costante studio e monitoraggio delle norme che a vario livello (internazionale, comunitario, nazionale e regionale) vengono introdotte, in modo da avere un aggiornamento efficace sull’individuazione del diritto vigente e sulla sua interpretazione dottrinale e giurisprudenziale, anche in chiave comparata. Sotto l’aspetto scientifico-applicativo, sono condotte diverse indagini sul territorio per valutare lo stato ed il grado di applicazione delle norme in materia di protezione degli animali nell’allevamento (filiera bovina, suina ed ovicaprina), nel trasporto (bovino) e nella sperimentazione animale (condizioni di stabulazione degli animali). Quest’attività di studio si estende anche alla collaborazione con Enti territoriali centrali e periferici per la definizione delle norme di condizionalità e di sviluppo rurale (Pagamenti per il benessere animale) nell’ambito della PAC (Politica Agricola Comune)
(Staff Unibo S. Cinotti; A. Peli; G: Peccolo).
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Studio delle modificazioni dei profini citochinici e di altri marker di flogosi in corso di diverse patologie spontanee o sperimentali deglia nimali da reddito, d'affezione e da laboratorio
Questa filone di ricerca si articola in più linee d’indagine sviluppate, nel corso degli anni, in ricerche su diverse patologie spontanee o sperimentali degli animali da reddito, d’affezione e da laboratorio. Nell’ultimo decennio state intraprese varie ricerche su tematiche di tradizionale interesse medico veterinario che hanno potuto beneficiare delle gradi opportunità offerte dalla biologia molecolare per lo studio delle citochine sia sotto il profilo dell’espressione genica (RT- PCR e Real Time PCR) sia sotto quello del tradotto proteico (ELISA, Western Blot). Particolare sviluppo viene attualmente dato ad indagini nel cavallo adulto, nel puledro neonato, nel bovino da carne e da latte e nel cane.
Lo studio della Recurrent Airway Obstruction costituisce da almeno vent’anni un argomento di interesse della scuola veterinaria di Bologna. I progetti in atto sono finalizzati al determinismo del quadro citochinico in corso di RAO e alla valutazione degli effetti modulatori di sostanze pro-infiammatorie notoriamente associate alla RAO sulla funzionalità dei sistemi ß-ADR, colinergico e neuropeptidergico nel controllo del tono bronchiale nel cavallo. La ricerca è svolta in collaborazione con l’Università di Bari e di Parma (Staff Unibo: A. Peli, M. Pietra, S. Cinotti).
Per quanto concerne la valutazione del quadro citochinico gastrico nel puledro neonato, la ricerca, in collaborazione con l’Unità di Perinatologia Equina, si inserisce in un protocollo di indagine endoscopica eseguita nei primi giorni di vita in puledri portatori di sindromi con coinvolgimento sistemico (da Asfissia Perinatale - PAS, prematurità, shock emorragico). La ricerca è finalizzata a valutare se ad un determinato quadro istologico di biopsie gastriche corrisponda ad un preciso panel citochinico (Staff Unibo: C. Castagnetti, A. Peli, M. Pietra, S. Cinotti).
L’esperienza acquisita nelle altre ricerche è stata di recente impiegata e ricondotta al problema di studiare l’utilità di parametri immunologici, oltre che clinici, per la valutazione oggettiva del benessere animale alla luce delle condizioni climatiche in allevamento e, recentemente, sono stati intrapresi studi di campo sull’impatto dello stress da caldo nel vitello a carne bianca e nel vitellone da carne (Staff Unibo: A. Peli, M. Giunti, F. Dondi, P. Famigli Bergamini, S. Cinotti).
Per quanto riguarda gli animali d’affezione tre sono le linee di ricerca attualmente condotte.
La valutazione a fine prognostico di indicatori clinici, ematologici e biochimici nel gestione dei pazienti critici ricoverati presso un ospedale didattico veterinario: la ricerca si prefigge l’obiettivo di valutare in maniera retrospettiva e prospettiva l’utilizzo ai fini prognostici di parametri clinici e fattori biologici presenti in circolo (citochine, proteine di fase acuta, parametri dell’emostasi) in cani e gatti ricoverati in condizioni critiche presso un ospedale didattico veterinario in seguito a differenti gruppi di patologie (Staff Unibo: M. Giunti, F. Dondi, P. Famigli Bergamini, A. Peli).
La valutazione della Procalcitonina come potenziale indicatore biologico di Sepsis e Sindrome di Risposta Infiammatoria Sistemica nel cane (SIRS): lo studio verte sulla quantificazione dell’espressione del gene CALCA e del tradotto proteico in tessuti extratiroidei in corso di SIRS/Sepsis nel cane. (Staff Unibo: M. Giunti, F. Dondi, P. Famigli Bergamini, A. Peli).
Lo studio su nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche in corso di Inflammatory Bowel Disease (IBD) nel cane: Gli studi, in collaborazione con l’Università di Bari, sono indirizzati all’individuazione delle possibilità diagnostiche della calprotectina quale marker di infiammazione in corso di IBD nel cane. Parallelamente, viene portata avanti la valutazione clinica sugli effetti terapeutici dell’impiego di budesonide in corso di IBD nel cane. Queste ultime due ricerche sono svolte in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Patologia Animale di Unibo (Staff Unibo: M. Pietra, Famigli Bergamini, A. Peli).
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Genetica clinica veterinaria
(Staff: F. Gentilini)
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Identificazione, valutazione e validazione di modelli animali spontanei di patologie infiammatorie, degenerative e neoplastiche
(Staff: F. Gentilini)
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Identificazione e validazione di marker diagnostici e prognostici di malattie infiammatorie, infettive, degenerative e neoplastiche degli animali domestici
(Staff: F. Gentilini)
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Malattie genetiche del bovino
(Staff: A. Gentile)
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